mercoledì, 16 settembre 2009
my darkest clowns
è solo l'inizio di nulla
perchè nessun cambiamento è indolore,
le ossa si spezzano e rinsaldano
si allungano e cambiano forma,
strappando tendini e carne..
e tu? non puoi che aspettare,
c'è un'eco, un grido che continua
a tagliare sotto la pelle..
è l'inizio bagnato di pioggia
e nebbia sottile di un anno
che a pensarci già mi spaventa..
e poi, a pensarci ancora, un po' meno,
e poi, ancora, niente.. perchè
se niente hai, niente hai da perdere..
stavolta mi terrò strette al collo
e in bocca tutte le promesse..
cercherò di stare a galla
fingendo di credere di nuovo
alla fine della tempesta..
basterà? non chiedermelo adesso,
ma tra dodici lune
se riuscirai a trovarmi sveglio
e a riconoscermi ancora..
ridi con me, ridi a crepapelle,
questo crepuscolo azzurro
non è la fine di nulla..
"in my eyes indisposed
in disguise as no one knows
hides the face lies the snake
the sun in my disgrace
boiling heat summer stanch
'neath the black the sky looks dead
call my name through the cream
and I'll hear you scream again
black hole sun won't you come
and wash away the rain
black hole sun won't you come
won't you come
stuttering cold and damp
steal the warm wind tired friend
times are gone for honest men
and sometimes far too long
for snakes in my shoes
a walking sleep and my youth
i pray to keep heaven send
hell away no one sings
like you anymore
black hole sun won't you come
won't you come...
hang my head drown my fear
till you all just disappear
black hole sun won't you come
won't you come..."
18:05
Scritto da: jeremy1275
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giovedì, 04 giugno 2009
unghie sul vetro
voi..
voi non sapete..
voi non sapete di essere..
voi non sapete di essere già morti..
un raggio di sole di troppo
sulla punta delle scarpe
e anche oggi perdo le staffe..
ho la barba fatta male
e i polpastrelli sporchi di calce,
il cuore schiacciato
contro la spina dorsale,
lo stomaco chiuso
e le palle girate,
e mi chiedo (vi chiedo):
quant'è necessario?
mi chiedo (no, non vi chiedo)
non si potrebbe abbassare il volume
del vento tra le foglie
e del passo delle formiche?
non si potrebbe togliere
un po' di luce al giorno
e magari farne fuoco
e riscaldare un po' di notte?
non si potrebbe stare zitti
quando non c'è niente da dire,
non si potrebbe avere
almeno un grammo vergogna
quando proprio non ci si riesce
a smettere di sbagliare?
voi non sapete di essere già morti..
voi non sapete di essere..
voi non sapete..
voi..
15:53
Scritto da: jeremy1275
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giovedì, 05 marzo 2009
le cadavre exquis boira le vin nouveau
i matti hanno capito cose
che noi neppure riusciamo ad immaginare..
che solo i giganti riescono a stare
con i piedi per terra e la testa tra le nuvole
e che non sono rughe quelle che vedi
al lato dei miei occhi
ma le impronte digitali del tempo,
ogni giorno mi accarezza il viso,
mentre metto un passo dietro l'altro,
esattamente come fanno loro..
ma io so di non andare da nessuna parte..
e sono sempre a metà strada
tra quello che posso e quello che voglio,
tra la terra umida e il cielo che suda,
tra illusione e delusione,
tra nascere, senza averlo meritato
e morire, senza averlo chiesto,
tra il passato ricordato male
ed il futuro male immaginato..
a metà strada tra testa e cuore,
tra pace e violenza, torto e ragione,
senza mai sapere quale sia
la direzione per l'uno o l'altra
e sempre a metà strada
tra lo scegliere contando
e il lasciarsi guidare dal caso,
a metà strada tra il freddo del metallo
ed il calore dei tuoi abbracci..
lanciala tu per me, questa moneta,
leggila, e che sia testa o croce
mettila in tasca e lasciala lì,
assieme a tutte quante le risposte
che non ho mai veramente
voluto conoscere..
"oh, the wind whistles down
the cold dark street tonight
and the people they were dancing
to the music vibe
and the boys chase the girls
with the curls in their hair
while the shy tormented youth
sit way over there
and the songs they get louder
each one better than before..
and you're singing the songs
thinking this is the life
and you wake up in the morning
and your head feels twice the size
where you gonna go? where you gonna go?
where you gonna sleep tonight?"
11:09
Scritto da: jeremy1275
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martedì, 30 dicembre 2008
going postal
e fuori piove.
il bucato è steso un po' dappertutto,
sedie, termosifoni, fili di ragnatela
abbastanza robusti da reggere
un paio di calzini, o una maglietta.
e tu non ci sei, e neppure io.
me ne sono andato lontano
ma non ricordo quando, e non ricordo dove.
ricordo solo che un paio di giorni fa
davanti allo specchio ho guardato ben bene,
dentro la pupilla sinistra non c'era nulla.
sarà stata l'influenza o un a distrazione,
ma io non ci sono più.
ora in casa c'è polvere e kipple,
e c'è un grosso guscio vuoto.
è un manichino con la mia faccia,
a cui ho dato il permesso di usarla,
assieme al mio nome e alle mie cose.
tu non ci sei, e neppure io.
ripenso sempre a un posto
in cui fa freddo uguale,
ma almeno c'è il sole
e la gente è più sporca e più vera,
e più sporchi e più veri
sono i miei difetti
perchè lì non ho tappeti
sotto cui nasconderli.
ma anche lì tu non ci sei,
e neppure io.
"the lunatic is in my head
the lunatic is in my head
you raise the blade, you make the change
you re-arrange me till i'm sane
you lock the door, and throw away the key
there's someone in my head but its not me..
and if the cloud bursts, thunder in your ear
you shout and no one seems to hear
and if the band you're in starts playing different tunes
i'll see you on the dark side of the moon.."
12:27
Scritto da: jeremy1275
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mercoledì, 17 settembre 2008
l'ultimo uomo sulla terra
l'ultimo uomo sulla terra nacque,
quel mattino, di buon ora,
salutato dal trillo
di una sveglia da due soldi.
come primo ed unico vagito
lo scricchiolio delle ossa già vecchie,
adibite a scatola e vettore
di un'anima nuova di zecca.
con acqua fredda lavò via
macchie di sonno, sangue e placenta,
e si perse un minuto,
un minuto appena alla finestra,
ad infilare sguardi
tra una goccia e l'altra
di pioggia sottile.
poi uscì di casa contando i gradini,
sempre uno in più o in meno,
reminescenze di vite precedenti.
l'ultimo uomo sulla terra viaggiò,
senza alcuna fretta
in compagnia del sole
malato e minaccioso.
lo fissò nell'unico occhio pallido,
coperto da cataratta e nuvole,
che vide? un ritardato,
con un bastone in mano,
che ti guarda e ghigna
dondolando sulle gambe,
con un rivolo di bava che glicola
sulla lurida camicia azzurra.
si scosse con un brivido
da questa fantasia, cercando,
se non consolazione, almeno oblio.
lasciò un'offerta di seme e sudore
sul ciglio della strada
agli dei del silenzio e dell'abbandono,
agli dei della polvere e dell'erba,
agli dei del vento, e della disperazione,
dimenticati, attraverso i secoli,
che nei secoli avevano atteso,
e ripreso con pazienza infinita
il dominio del mondo.
attraversò le colline spogliate,
le stesse tra le quali un altro lui
si era perso, anni e anni prima.
ed era crepato in ginocchio,
vomitando frattaglie di cuore.
era crepato con lo sguardo
rivolto al paradiso
e mani e piedi
poggiati sull'inferno.
l'ultimo uomo sulla terra morì
poco dopo mezzanotte,
nel suo letto, annegò tra sogni e lenzuola,
lasciando in eredità al prossimo se stesso
ricordi di pensieri inutili,
e inutili ossessioni.
15:18
Scritto da: jeremy1275
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lunedì, 02 giugno 2008
piccole cose
credo che le piccole cose non debbano
necessariamente avere un perchè..
quelle grandi sì, di quelle grandi ci si dovrebbe
sempre chiedere il perchè,
perchè ci sono nate dentro
e perchè passando attraverso tutti i filtri
del buon senso, dell'accidia,
dell'entusiasmo che si spegne
e delle infinite distrazioni
che il tempo ci lascia sulla soglia
ci sono arrivate tra le mani, davanti agli occhi,
pronte a realizzarsi, a farsi costruire e interpretare..
un viaggio notturno deve avere un perchè,
come deve averlo inginocchiarsi e chiedere scusa..
deve averlo una firma su un contratto,
il primo pugno di una rissa,
e l'ultima carezza dopo una notte assieme..
devono avere un perchè le promesse fatte,
e devono averlo, sopratutto,
quelle non mantenute..
ma non c'è bisogno che ce l'abbia ogni parola..
nè un sorriso regalato, tantomeno
uno negato.. una volta tanto..
lasciami essere taccagno sulle sciocchezze,
e risparmiare la coerenza almeno quando
non c'è in gioco che un'inezia..
le grandi cose devono avere sempre un motivo,
un motivo grande come una radice secolare,
un motivo forte che ti costringa a pensarci due volte
prima di cambiare un pezzetto di mondo
che magari era meglio così com'era..
ma non perdere tempo a chiederti il motivo
di fermarsi a scrivere trentaquattro righe,
e, sopratutto, non chiederlo a me..
"i bleach the sky / every night
loaded on wrong / and further from right
spinning around / two howling moons
cos there always there / whatever i do..
the river is loaded / i've been there today
took it some questions / she does me again
i'd die in your arms / if you were dead too
here comes a lie / we will always be true..
going up / when coming down
scratch away / away / away
away / away / away / away
these are the little things that kill
tearing at my brains again
these are the little things that kill
the little things that kill..."
15:00
Scritto da: jeremy1275
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venerdì, 30 maggio 2008
tutto e niente
per qualcuno sono stato un passatempo,
una curiosità, un diversivo..
per qualcuno sono stato un incidente..
a volte una porta dietro cui nascondersi
mentre il mondo gli dava la caccia,
un giardino in cui passare una giornata,
un vestito diverso da indossare,
a volte sono stato un chiodo nel cuore..
cercami, se ti va di farlo ancora,
per trovarmi immobile, perplesso,
in bilico tra ieri e domani,
con la schiena scottata dal sole
e le mani bagnate di pioggia..
ma dovrai affrettare il passo, oggi,
per potermi camminare a fianco
come lo affretto io per stare dietro
ad una folla di pensieri rumorosi..
sono stato un bastone, a cui appoggiarsi
con le gambe rotte e stanche
una vecchia sedia su cui riposarsi
e da bruciare poi nel fuoco del camino..
e anche una falsa opera d'arte,
ed un vero castigo.. una punizione,
non meritata, non voluta, non cercata..
uno strumento del caso, un vaccino,
sono stato una voce al telefono
e una minaccia in un sogno..
guardami, se ci riesci ancora,
chiudi gli occhi, stringi i pugni,
e poi metti a fuoco il mio viso,
attraverso l'infinita, necessaria,
fragile distanza tra gli altri e me..
e se lo sguardo ti cade in una pozzanghera,
o nel riflesso di un vetro impolverato,
dimmi, cosa vedi tu? cosa ti insegue?
cosa ti lascia senza fiato
più dello sguardo di un estraneo?
sono stato una sorpresa, per qualcuno,
e per altri, invece, una conferma..
sono stato lupo ed agnello,
mosca e ragno, merda e miele..
sono stato un lampo, o un secolo,
e per qualcuno non sono stato niente..
un vecchio treno che non è mai arrivato,
e un mal di testa che non è mai andato via..
raggiungimi, se ancora ne hai la forza,
sono sempre stato qui, lungo la strada,
nonostante l'illusione di scappare,
appeso al cielo con fili da marionetta
immerso nel fango, fino alle caviglie..
ti accoglierò, ma vestiti soltanto
di un sorriso e di un silenzio,
in cui possa capire finalmente
chi sono per me stesso,
e non portarmi altre domande,
nè risposte..
"inside the doors are sealed to love
inside my heart is sleeping
inside the fingers of my glove
inside the bones of my right hand
inside it's colder than the stars
inside the dogs are weeping
inside the circus of the wind
inside the clocks are filled with sand
inside she'll never hurt me
inside the winter's creeping
inside the compass of the night
inside the folding of the land
outside the stars are turning
outside the world's still burning..."
12:30
Scritto da: jeremy1275
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martedì, 06 maggio 2008
cartoline dall'inTerno
no, non sono morto come pensavi..
qui tutto bene, puoi stare tranquillo,
la terza influenza dell'anno
è andata via così com'era venuta,
con fretta e maleducazione,
e nessuno mi ha investito
mentre attraversavo come al solito,
fuori dalle strisce pedonali..
non sono rimasto coinvolto
in nessuna sanguinosa rapina
e non c'era botulino
in tutti i funghi che ho mangiato,
non mi è sfuggita di mano
la sbarra per allenare i pettorali
e nemmeno una tegola mi è cascata in testa..
non mi hanno morso nè cani nè coccodrilli,
e l'aereo per/da parigi non è precipitato..
sono stato solo distratto e pigro,
come al solito, più del solito,
a fare il perfezionista imperfetto
e impantanarmi nel delicato,
ridicolo passaggio
dalla carta ai byte..
ho in tasca pagine sgualcite,
sporche di pioggia, sudore,
inchiostro rosso..
e anche se non l'ho sempre onorata
non ho dimenticato per un istante
la promessa di conservare per te
paure e pensieri..
ci si rivede presto,
prima che smetta di tirare il vento,
prima che finisca il mio autunno,
e spero di trovarti bene..
spero di trovarti bene..
"good times for a change
see, the luck i ve had
can make a good man
turn bad
[...]
so for once in my life
let me get what i want
lord knows,
it would be the first time..."
16:35
Scritto da: jeremy1275
in altrove | Link permanente | Commenti (0)
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giovedì, 14 febbraio 2008
in anticipo..
il mondo cambia il venerdì..
è venerdì quando incontri
la donna della tua vita,
vedendola per strada incrociate lo sguardo
e pensi "è lei".. anche se poi magari
ti toglie il cuore per darlo in pasto al cane
e con la tua pelle strappata
si pulisce la merda dalle scarpe..
di venerdì hai quell'intuizione
da cui nasce il tuo grande romanzo,
la grande scoperta, l'indimenticabile motivo..
di venerdì muore chi ti è caro..
di venerdì ritrovi il biglietto vincente
della lotteria nazionale,
e passi il venerdì a fare castelli in aria..
il venerdì ti rompi una gamba
o ti passa il raffreddore, e metti a punto
quella ricetta speciale che ti serve
per lo speciale fine settimana..
il venerdì perdi il tuo lavoro,
ed un altro venerdì trovi quello
che avresti sempre voluto fare da bambino..
passeggiando venerdì vedi in terra,
nella fessura tra due pietre,
quella monetina sporca,
la prima del tuo primo miliardo..
il venerdì ti rubano l'auto..
il venerdì ti rubano l'anima..
il venerdì torni a casa, a te stesso..
e alcuni venerdì non hai da chi tornare..
il mondo cambia il venerdì, ma oggi..
oggi non è venerdì.. e le parole
sono uguali a tutti gli altri giorni..
ed i rumori della città, e le sue luci..
il lavoro che mi lascio alle spalle
e quello che non riesco
mai a scansare dalla mente..
non è cambiato nulla,
tra l'alba ed il tramonto,
nè il sapore della vita, nè il suo valore..
certamente non sono cambiato io,
ho lo stesso viso, nello specchio,
e la stessa voce fastidiosa
che ancora mi chiedo come riescano
a sopportarla gli altri..
il mondo cambia, il venerdì,
cambia.. ma oggi no..
22:09
Scritto da: jeremy1275
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venerdì, 11 gennaio 2008
trentadue anni e un mese e una settimana e un giorno..
e no, non ho niente da dichiarare..
sono in convalescenza,
e mi rifugio in quest'idea
di debolezza di un corpo malato
per ripararmi dalla debolezza
delle mie ultime idee..
è che in realtà sono confuso..
è che in realtà sono vuoto e leggero,
è che in realtà non so bene
quale sia la realtà..
nel mondo piove da ieri
mentre vago in giro per casa
e mi risveglio, all'improvviso,
ritrovandomi in ginocchio
a guardare dentro un frigo vuoto..
faresti bene a leggere altrove,
perchè oggi non ho pensieri
che valgano la carta su cui scriverli,
potrei salutarti con la mano
dietro i vetri della mia finestra
oppure recitarti un mantra
chiamandoti al telefono di notte..
e varrebbe di più, certo,
delle parole che hai davanti adesso..
perchè è un momento vuoto e leggero,
tra bicchieri d'acqua e medicine,
ciabatte e colpi di tosse,
ed i minuti, grigi e veloci..
faresti meglio a dimenticarmi,
almeno fino alla prossima alba
quando avrò seppellito due o tre dubbi..
aspettami, se vuoi, o non aspettarmi..
porto nel cuore un amore impossibile,
che mi protegge dai possibili amori..
22:46
Scritto da: jeremy1275
in floating, myself | Link permanente | Commenti (5)
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